Sciopero Tir: a Salerno benzinai senza più carburante, è caos in città ed in provincia

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dicembre 12, 2007 di feliciano1979

 

Carburante esaurito in quasi tutte le stazioni di servizio della città e della provincia e disagi sulla rete autostradale. E’ questo il quadro della protesta selvaggia degli autotrasportatori. Da questa sera le pompe di benzina della città espongono il cartello “benzina esaurita”. I tir, intanto, rimangono ammassati alle porte della città.

I disagi nel salernitano vengono segnalati alla barriera di Mercato San Severino (Salerno) della A/30, la Salerno- Caserta. Gli autotrasportatori occupano da ieri due corsie della strada di collegamento che dal capoluogo conduce a Mercato San Severino (Salerno) consentendo agli automobilisti di poter accedere in autostrada.

Nel senso opposto, invece, si segnala un chilometro di coda all’uscita del casello, dove stazionano altri mezzi pesanti. La zona è presidiata da carabinieri, polizia e guardia di finanza. Presidio sempre sulla A/30 all’uscita del casello Pagani-Nocera, dove da ieri sera si sono radunati numerosi autotrasportatori. La circolazione non subisce rallentamenti. Circolazione regolare anche sulla A3, la Salerno Reggio Calabria, e nel tratto salernitano della Napoli- Salerno, dove una decina di autocarri sono fermi all’altezza del casello di Nocera Inferiore (Salerno).

C’è poi l’incubo degli scaffali vuoti. Le difficoltà nell’approvvigionamento si fanno sentire in modo particolare nei reparti dei prodotti freschi dei supermercati. Non solo carburante, cominciano a scarseggiare frutta, verdura, latte, carni, formaggi e pane. Aumentano di ora in ora i disagi per i cittadini costretti a subire le conseguenze dello sciopero.

Gravi i danni delle aziende agricole che producono merci deperibili, come frutta e verdura, che invecchiano e rischiano di marcire nei magazzini. Il blocco dell’autotrasporto costa oltre 200 milioni di euro al giorno per l’agroalimentare (latte, frutta, verdura, carne) secondo i dati forniti dalla Cia, Confederazione italiana agricoltori, che parla di conseguenze gravissime visto che circa l’85% dei trasporti di derrate viaggia su gomma.

I danni maggiori riguardano il settore dell’ortofrutta: la frutta è rimasta nei magazzini, mentre gli ortaggi e le verdure raccolte andranno distrutte. Un altro settore a rischio è quello del latte. Più del 40 per cento del prodotto è rimasto nelle stalle e il 50 per cento di questo andrà distrutto in quanto non sarà possibile conservarlo.

Saltano così le consegne all’industria e, quindi, alla distribuzione. Non drammatica, prosegue la Cia, ma certamente difficile è anche la situazione sul fronte della carne: quella invenduta è rimasta immagazzinata nei frigoriferi.

fonte 

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